di Stefano Ricci Se cerchiamo in rete ‘affiliate marketing’ la maggior parte dei contenuti proposti riguarda presunte formule magiche per potenziare il proprio business in maniera facile e intuitiva. Ma, come spesso accade, la verità è più complessa di come ci viene raccontata. L’affiliate marketing consiste in una relazione commerciale tra un advertiser e un affiliato, secondo la quale il primo retribuisce il secondo sulla base degli acquisti che quest’ultimo è riuscito realizzare/innescare. Per fare un esempio esplicativo, pensiamo ad un blog che recensisce prodotti, inserendo dei link di rimando per acquistare il prodotto in questioni tramite la piattaforma madre. Se l’acquisto viene completato secondo quel percorso digitale quel blog riceverà una percentuale sull’acquisto. Chi, sul web, racconta di come potersi arricchire con questo sistema basa, spesso, la propria narrazione sul concetto di redditività passiva che si può creare. Concetto che sulla carta è senz’altro veritiero, ma nella realtà dei fatti vacilla, e non poco. Soprattutto, ciò che spesso non viene spiegato con chiarezza riguarda la necessità di un investimento da parte dell’affiliato. In termini di tempo, per costruire contenuti in grado di innescare traffico e mantenere attiva la propria community, o finanziari, dando il via a un vero e proprio investimento...

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