L’aumento improvviso delle temperature registrato a metà giugno ha raggiunto picchi che, fino a pochi anni fa, sembravano delle mere previsioni distopiche.
 

Temperature record: le distopìe son già realtà

Di Gianpaolo Mascaro

L’aumento improvviso delle temperature registrato a metà giugno ha raggiunto picchi che, fino a pochi anni fa, sembravano delle mere previsioni distopiche.

Da ormai qualche decennio l’emergenza climatica sta progredendo con sempre maggiore rapidità, evidenziando pertanto l’assoluta necessità di adottare misure concrete ed adeguate nell’immediato, senza ulteriori rinvii ed esitazioni. Intorno a metà giugno, si è riscontrato un nuovo segnale in questa direzione, facendo suonare un campanello di allarme che riporta alla memoria le minacce prospettateci dagli esperti soltanto otto anni fa.

Nel 2014, la presentatrice Évelyne Dhéliat aveva annunciato su un’emittente francese un falso bollettino meteorologico, il quale riportava temperature così elevate da sembrare assurde e che tuttavia, a causa degli incessanti cambiamenti climatici, si sarebbero potute realmente registrare in Francia nel 2050. Questo bollettino prevedeva picchi superiori a 40 gradi in numerose città transalpine, soprattutto nelle regioni centrali e sudorientali del paese. Ebbene, tale brillante strategia comunicativa ideata per sensibilizzare la popolazione sui rischi imminenti legati al riscaldamento globale non ha tardato a rivelarsi realtà, dal momento che le temperature riportate in quella proiezione futura si sono già verificate nel giugno 2022.

A primo impatto, parrebbe addirittura che le conseguenze disastrose annunciate dalla presentatrice abbiano bruciato le tappe, manifestandosi con ben 28 anni di anticipo. In verità, un ascolto più attento del bollettino in parola chiarisce come le previsioni non fossero così a lungo termine, e che dunque tutto ciò che sta accadendo nel corso di questa estate sia perfettamente in linea con le analisi scientifiche. Infatti, madame Dhéliat aveva evidenziato come tali picchi di temperature avrebbero caratterizzato un’estate su quattro già dal 2014 fino al 2050, e non dal 2050 in poi.

Queste proiezioni, insieme alle loro recenti conferme nella realtà, dovrebbero dunque far comprendere ancor di più quanto l’uomo non si limiterà a pagare la propria snervante immobilità nella lotta alla crisi climatica soltanto nel futuro, ma quanto al contrario il riscaldamento globale stia dispiegando i suoi drammatici effetti già oggi, nel presente. Se dunque agli avvertimenti sono sopraggiunte le prime manifestazioni concrete, alla solidarietà per le generazioni future dovrebbe ora sostituirsi l’istinto di autoconservazione, rendendo l’implementazione di misure ecosostenibili ancora più stringente ed urgente.