Intervista a Letizia Palmisano

a cura di Giulia Armuzzi
Comm to Action ha intervistato Letizia Palmisano, co-autrice insieme a Matteo Nardi, di “10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato”, Città Nuova, 2021.
1) La sensazione immediata che ho avuto rispetto al libro è stata quella di un manuale per gente comune; dunque un libro che ci aiuta a vivere in maniera più sostenibile la nostra quotidianità e i nostri spazi. Quanto è stato difficile modulare il target narrativo rispetto ad un pubblico così generalista, e nel contempo, così necessario? 
Ambientalisti si nasce o si diventa. Fortunatamente, nel caso mio e di Matteo Nardi, lo siamo dalla nascita e, col nostro lavoro e con l’impegno civico, abbiamo sempre provato a coinvolgere le persone che ancora non avevano indossato lenti verdi con le quali guardare il mondo. Avendo cominciato sin da giovanissimi l’attività di volontariato in associazioni ambientaliste – ben prima che il lavoro ci portasse ad impegnarci a tempo pieno nella nostra mission ambientale – abbiamo avuto modo, sin dall’inizio, di misurarci col pubblico più difficile: i disinteressati. Non dare per scontata la conoscenza dei termini tecnici, cercare di motivare e coinvolgere, esortare senza sembrare degli insegnanti bacchettoni è fondamentale per far sì che altre persone vogliano percorrere il primo passo del cammino verso la sostenibilità. Nel libro esortiamo tutti ad uscire dalla “zona divano” e, anche nel nostro lavoro, abbiamo sempre cercato di fare altrettanto. Se una persona ha già un animo ambientalista potrà aumentare il proprio impegno per realizzare appieno una vita ecofriendly. La vera sfida che dobbiamo affrontare è quella di smuovere le coscienze di chi ancora non si è mai posto nemmeno il problema della sostenibilità e non sa che può far parte della soluzione.
2) Spesso il pensiero dell’uomo comune è “Come posso risolvere io nel mio piccolo temi tanto imponenti ed ingombranti?” Chi può offrire alcuni esempi di condotte quotidiane, facilmente attuabili, che se collettivamente adottate possono portare ad un cambiamento reale?
Il libro è strutturato in dieci capitoli che forniscono suggerimenti su ciò che ognuno di noi può fare in casa, in ufficio, negli spostamenti, quando si diventa (eco) genitori, quando si organizzano (grandi) eventi come matrimoni, cerimonie in generale o feste di compleanno e così via. Volutamente sono stati scelti dieci temi autonomi proprio per consentire ad ognuno di partire da quello che sente più affine al proprio vissuto e al percorso che ritiene più percorribile. Vengono dati consigli su come tagliare da subito le bollette energetiche – con un risparmio tangibile non solo in termini ecologici ma anche economici – e su come passare ad una mobilità sostenibile. Tra le best practice che personalmente applico più spesso nel mio quotidiano vi sono tutte quelle che portano ad una transizione dalla cultura del possesso a quella dell’uso: ho necessità (o semplice voglia) di un vestito nuovo? Posso rivolgermi a un negozio second hand o al mercato del noleggio. Devo prendere un personal computer? Posso avere un esemplare perfettamente performante anche tramite un processo di rigenerazione che ridà nuova vita ad hardware già usati. Se poi qualcuno vuole sentirsi parte del cambiamento ma cerca “compagni” con i quali affrontare questo cammino, raccontiamo come, nel nostro caso, l’adesione ad associazioni ambientaliste abbia avuto un peso determinante nelle nostre vite. L’associazionismo dona molto più di quel che riceve e consente di entrare a far parte di comunità che, insieme, possono portare avanti piccole grandi rivoluzioni.
3) Da studiosa dei processi di comunicazione non ho potuto fare a meno di notare, e apprezzare il titolo di forte appeal che avete scelto per il vostro libro. Quanto è importante oggi, l’equilibrio tra persuasione ed informazione? E in che modo può e deve essere utilizzato dai professionisti della comunicazione?
Il titolo del libro vuol essere, al tempo stesso, una provocazione e un richiamo a chi, fino ad oggi, non ha mai volto lo sguardo alle tematiche green. Il Pianeta non ha bisogno di noi per salvarsi, mentre l’umanità sì: con l’esortazione “per salvare il Pianeta” volevamo richiamare l’attenzione al grande potere che ognuno di noi ha, facendo la propria parte per cercare di salvare il mondo che ci fornisce le risorse per vivere. Il richiamo alla cioccolata, da un lato, sembra una battuta, ma, ha solide basi scientifiche: a causa dei cambiamenti climatici sono molte le colture a rischio. Mais, grano e riso sono alla base dell’alimentazione di milioni di persone e, come sottolinea il World Economic Forum, in molte aree il climate change sta incidendo pesantemente sulla produzione di questi prodotti. Siccità, alluvioni e stravolgimenti meteorologici mettono in pericolo anche le produzioni di cacao e caffè e, quindi, il titolo vuol essere una esortazione: fatelo per il Pianeta, fatelo per il futuro nostro e dei nostri figli o quantomeno per la colazione, l’importante è che vi attiviate!
4) Sta arrivando la pausa estiva, ci può offrire dei consigli di lettura sui temi ambientali?
Sul mio blog curo una rubrica (https://www.letiziapalmisano.it/tag/librigreen/) dedicata ai libri green e quindi ben volentieri condivido con voi alcuni dei suggerimenti che fornisco ai miei lettori.
Uno particolarmente adatto alle vacanze estive è “Viaggia green nella natura, guida pratica al turismo ecosostenibile in tutta sicurezza” (Edizioni Sonda) uscito da poco e scritto da Chiara Grasso e Christian Lenzi. Lo trovo una guida sull’ecoturismo completa e, al tempo stesso, scritta benissimo.
Letizia Palmisano è giornalista ambientale 2.0 ed ecoblogger. Fa parte del comitato promotore del Green Drop Award alla Mostra del Cinema di Venezia. Vincitrice ai Macchianera internet awards 2018 del premio speciale come influencer dell’economia circolare. Per l’azione “Digital Clean Up: rendi sostenibile il tuo smartworking” ha ricevuto il premio SERR 2020.