App di incontri: quali sono i rischi e come conoscere nuove persone in sicurezza?

Di Erika Brunaldi

C’è chi cerca l’anima gemella e chi soltanto l’avventura di una notte. Chi ha appena cambiato città (per motivi di lavoro o di studio) e cerca un modo per entrare in contatto con nuove persone e spera di costruire una rete di amicizie. Chi magari si sente insicuro nell’affrontare un approccio di persona e utilizza gli strumenti offerti dalla tecnologia per rompere il ghiaccio. Insomma, possono essere tantissimi i motivi che spingono le persone ad utilizzare app di incontri, ma una cosa è certa: questi strumenti hanno molto successo, e i numeri lo confermano: l’intero mercato delle app di dating ha fatturato 4,94 miliardi di dollari nel 2022 e conta oltre 300 milioni di utenti in tutto il mondo.
Eppure, nonostante la popolarità di queste app, alcuni pregiudizi verso il loro utilizzo rimangono, e molti di questi sono legati al timore di potersi ritrovare in situazioni spiacevoli. Tra le diverse problematiche che potrebbero sorgere vi è il doxing che consiste nella diffusione online di informazioni private, o lo shaming nel momento in cui screenshot alle chat o ai profili degli utenti vengono utilizzati per attaccare, offendere, o molestare.
È quindi importante, per utilizzare queste app in modo sicuro e sfruttarne solo i vantaggi, prestare attenzione ad alcuni dettagli e agire in modo consapevole, come suggerito dall’avvocato Valentina Fiorenza nel suo blog. Ecco le regole d’oro per fare nuove conoscenze in modo sicuro:
• Fornire solo i dati indispensabili per la registrazione, evitando di aggiungere troppe informazioni personali
• Leggere con attenzione l’informativa privacy e deselezionare la fornitura di dati non indispensabili
• Bloccare l’accesso a memoria, microfono e camera del proprio dispositivo
• Non accedere tramite altri social,
• Utilizzare di preferenza un nick-name in modo da tutelare la propria identità
finché non si sarà sicuri della serietà della persona con cui si entra in contatto
• Scegliere fotografie che non ci espongono troppo. Purtroppo, le foto postate in rete possono essere utilizzate da chiunque in qualsiasi contesto, esponendoci al rischio di ritrovare una nostra immagine su siti di qualunque tipo.
Un punto particolare degno di essere discusso riguarda la geolocalizzazione, che diventa spesso necessaria per trasformare un incontro virtuale in reale. Per accedere al servizio di alcune applicazioni quali Tinder, Happn e Bumble è obbligatorio condividere la propria posizione, fino ad arrivare al caso di Mamba, dove la misurazione delle coordinate avviene con una precisione spaventosa… Purtroppo il rischio di essere vittime di cyberstalking è dietro l’angolo: come rivelano i dati del Pew Center, circa il 37% di chi pratica incontri online ha affermato di continuare a ricevere proposte e messaggi nonostante abbia chiaramente detto di non voler comunicare.
La cosa importante è dunque il buonsenso, e la consapevolezza che ciò che vediamo – o meglio crediamo di vedere – dietro a uno schermo, non sempre corrisponde alla realtà: spesso i profili in cui ci si imbatte sono falsi e creati per intraprendere una relazione sulla base di una finta identità (ciò che si definisce come catfishing); altre volte si usano profili falsi per estorcere denaro o pubblicizzare prodotti.
Ma quali sono nello specifico, e che peculiarità hanno, le app di incontri? La più conosciuta, e più utilizzata (75 milioni di utenti) è Tinder, nata nel 2012 e cresciuta esponenzialmente di anno in anno. La caratteristica principale di questa app è di funzionare tramite un algoritmo che propone all’utente solo le persone potenzialmente interessanti in base alle preferenze inserite in fase di registrazione, e di fare entrare in contatto due utenti solo dopo che entrambi hanno espresso un interesse reciproco: risulta così impossibile ricevere messaggi contro la propria volontà.
Altre app con numeri di iscrizione significativi sono Bumble, Hinge (il cui slogan è “The dating app designed to be deleted”) e Grindr, che è la prima rivolta esclusivamente alla comunità LGBTQ e che ancora oggi rimane la app di riferimento per questo target.
Come in molti ambiti della nostra vita, anche quando parliamo di incontri e socializzazione non possiamo ignorare le numerose possibilità che ci offre oggi la tecnologia. Se utilizzate con consapevolezza e senza diventarne dipendenti, queste app possono senza dubbio rappresentare un mezzo in più per entrare in contatto con persone nuove, che magari non avremmo mai avuto la possibilità di incontrare in altri modi. È importante però non dimenticare mai che le relazioni vere si costruiscono di persona, che la comunicazione è fatta anche – anzi soprattutto – di ciò che non diciamo ma trasmettiamo attraverso lo sguardo, i gesti e la postura e che la tecnologia non può, e non deve, sostituire il contatto umano.

SITOGRAFIA:
https://www.businessofapps.com/data/dating-app-market/
https://www.avg.com/it/signal/what-is-doxxing
https://hinge.co/it-it
https://www.kaspersky.it/blog/mwc21-online-dating-apps/25136/
https://www.kaspersky.it/resource-center/preemptive-safety/dating-app-safety
https://mobilemarketingreads.com/tinder-revenue-and-usage-statistics-2020/
https://www.theblondlawyer.it/blog/app-di-dating-regole/

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