Intervista a Fiammetta Scarnecchia

Comm to action ha intervistato Fiammetta Scarnecchia, investor relator e autrice del libro “Davide e Golia“.

Lei è una investor relator, in che cosa consiste il suo lavoro e quali sono le sue principali mansioni nell’attività quotidiana di assistenza al cliente?

L’Investor Relator si occupa di gestire i rapporti tra la Società quotata ed una serie di interlocutori come gli investitori, le istituzioni (ad esempio Borsa Italiana, Consob etc), i Broker, il mercato retail e i media finanziari. Gli obiettivi principali sono di comunicare le strategie e i risultati economico-finanziari dell’azienda, guidare le aspettative del mercato, individuare potenziali investitori interessati all’investimento nel capitale dell’azienda e costruire un rapporto solido e di fiducia con analisti/investitori e giornalisti. Quindi, quotidianamente, attraverso analisi e presentazioni, comunicati stampa, roadshow con investitori, interviste e articoli sulle principali testate finanziarie prende vita la comunicazione finanziaria di una società.

 

Lei pone al centro del suo esordio letterario la capacità di ascoltare il proprio passato per trarre consapevolezza per il futuro. Quali sono le competenze- formali e informali- per poter svolgere la sua funzione comunicativa?

Non ho studiato comunicazione e non saprei dire con sicurezza quali siano le competenze formali necessarie, personalmente ho imparato sul campo rendendomi conto che la fase più delicata nel lavoro, così come nella vita, è quella di riuscire a trovare il giusto compromesso. Il compromesso tra ciò che desidera comunicare il nostro cliente, le regole sulla trasparenza imposte per le aziende quotate in Borsa e le anteprime che vorrebbero pubblicare i giornalisti. In questi casi vanno presi in considerazione tutti i punti di vista e ascoltate con attenzione le diverse esigenze in quanto tutte hanno la propria ragion d’essere. Ad esempio, Consob non permette di comunicare in anticipo informazioni price sensitive che potrebbero influire sull’andamento del titolo, ma d’altra parte i giornalisti hanno bisogno di notizie sempre nuove e interessanti per fare uscire gli articoli e la società necessità di visibilità per attrarre nuovi investitori, il compito dell’ investor relator è quello di spingersi fin dove si può, rispettando le normative, ma riuscendo a dare comunque il giusto rilievo istituzionale e mediatico al proprio cliente.

 

Cosa consiglierebbe ad un giovane studente o ad una giovane studentessa di scienze della comunicazione che abbia intenzione di intraprendere il percorso professionale di investor relator?

Innanzitutto, mi sento di consigliarlo come lavoro e già questo mi sembra un ottimo punto di partenza. Anche se nata negli ultimi anni, la figura dell’investor relator è ormai indispensabile per qualsiasi società quotata, basti pensare che alla fine del 2021 sono 407 le aziende quotate sui mercati di Borsa Italiana per comprenderne l’importanza.  Inoltre, l’IR può essere una figura interna o esterna alla società e se si tratta di una figura esterna, come nel mio caso, si ha l’opportunità di lavorare con clienti sempre nuovi che operano in ambiti molto diversi gli uni dagli altri, consentendoci di entrare nel vivo di una molteplicità di mercati, a volte inaspettati, che costituiscono le fondamenta dell’economia del nostro Paese. In ogni caso, che sia un investor relator interno o esterno, consiglierei di studiare bene gli obblighi informativi a carico delle società quotate e tutte le normative di Borsa e Consob, di avere una forte propensione nei confronti del mondo economico-finanziario e le giuste capacità relazionali.

 

Il consiglio di lettura di Fiammetta Scarnecchia per i lettori di Comm to Action

La lettura che mi sento di consigliare e che cito anche nel mio libro, non è un manuale universitario, ma l’opera che probabilmente più di tutte mi ha segnata e fatta riflettere, è “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Celine. Si tratta effettivamente di un viaggio, un viaggio nella “notte” che altro non è che il buio dell’animo umano, la sua solitudine e la sua inadeguatezza. La storia di un giovane studente di medicina francese, Ferdinand Bardamu, che vive tante vite così diverse eppure così uguali fra di loro. Dall’arruolamento in guerra alla vita nelle colonie africane dove si abitua, con terrificante distacco, alle violenze e alla fame. L’arrivo in America in cui sperimenta il massimo grado di alienazione lavorando nelle fabbriche automobilistiche e il ritorno in Francia, in cui diventa finalmente medico, ma prova quasi vergogna nel farsi pagare per curare le persone, e così la vita che continua in povertà e degradazione, guidata dalla sofferenza di non riuscire ad adeguarsi. Un libro potente, simbolo della perdita dei valori del Novecento e dal mio punto di vista, estremamente attuale.

Fiammetta Scarnecchia nasce a Napoli il 29 aprile 1988 e lavora a Milano come Investor Relator. Ha studiato e si è laureata a Roma in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo aver lavorato alcuni mesi in Sud Africa, a Cape Town, per una ONG nel dipartimento Human Rights, si trasferisce a Milano per un Master e prosegue qui la sua carriera lavorativa. Da sempre appassionata di lettura e scrittura, a febbraio ha pubblicato il suo primo libro, Davide e Golia.