L’introduzione della pubblicità su Netflix è stata annunciata da Microsoft, la quale gestirà gli spazi pubblicitari per conto del colosso streaming. La notizia è arrivata confermando voci che stavano circolando da mesi, complice il calo esorbitante degli abbonati nel primo trimestre dell’anno in corso.

Netflix e il mondo dello streaming online che sta cambiando

 

Di Giorgia Balzano e Antonella Piazzolla

L’introduzione della pubblicità su Netflix è stata annunciata da Microsoft, la quale gestirà gli spazi pubblicitari per conto del colosso streaming. La notizia è arrivata confermando voci che stavano circolando da mesi, complice il calo esorbitante degli abbonati nel primo trimestre dell’anno in corso.

La notizia sta facendo parlare, e non poco, e le critiche non si sono fatte mancare. Uno dei motivi non si discosta dalla natura del brand che Netflix si è creato in questa industria, industria di cui Netflix ne è anche pioniera, essendo stata la prima ad avere un vero successo importando il suo business model in oltre 190 paesi.

Netflix è nata inizialmente come azienda di noleggio di DVD: i clienti li prenotavano online per poi riceverli via posta. Poco dopo Netflix si stravolge entrando nel mondo dello streaming online. Con la sua brand identity, Netflix si è creata uno spazio nella cultura pop con il binge watching, ovvero il consumo senza sosta di episodi consecutivamente senza interruzione, attualizzato con il caricamento di intere stagioni di serie tv, con il caricamento automatico dell’episodio seguente e con la totale mancanza di pubblicità. Quest’ultima verrà meno con la sua introduzione nell’abbonamento meno costoso.

Ciò avviene in un’industria in cui già diversi nuovi attori hanno introdotto nuovi business model che si slegano da quello di Netflix: già Disney+ con un comunicato stampa ha annunciato l’introduzione di un abbonamento più economico con la pubblicità. Ci sono inoltre già presenti piattaforme free che si appoggiano solo agli ads.