“Vent’anni per costruire una reputazione

di Sara Degl’Innocenti


…e cinque minuti per distruggerla”.

Una delle frasi storiche del finanziere Warren Buffet per mettere in risalto le difficoltà per affermare la propria credibilità reputazionale e fragilità che sottendono al suo mantenimento nel tempo. Originando da questo assunto riportiamo oggi, tra le schermate di Comm To Action, un caso che ha interessato la reputazione di un personaggio di spicco del panorama televisivo italiano, Amadeus che, prossimo alla conduzione della 70° Edizione del Festival di Sanremo, ha suscitato l’indignazione del pubblico a seguito di alcune sue frasi pronunciate alla Conferenza stampa di presentazione della kermesse canora lo scorso 14 gennaio al Casinò di Sanremo.

Casus belli, la presentazione di una delle dieci conduttrici che saliranno sul Palco dell’Ariston insieme a lui. Amadeus, infatti, ha sottolineato- a detta di molti con sospetta insistenza- la bellezza delle colleghe lasciando poco spazio ad altri meriti professionali. Particolare clamore ha suscitato la presentazione di Francesca Sofia Novello – modella e compagna del pilota motociclistico Valentino Rossi – “celebrata” per la sua presunta capacità di stare accanto ad un grande uomo, “stando un passo indietro”.

Inutile dire che il pubblico-soprattutto quello del Web- è insorto portando in vetta ai trend topic l’hashtag #BoycottSanremo ; a nulla sono valse le scuse – a dir la verità abbastanza depotenziate – del noto conduttore che ha chiarito come con il “passo indietro”, intendesse sottolineare la scelta della Novello di non sfruttare la luce dei riflettori inevitabilmente puntata sul più noto compagno.

Così, Amadeus – professionista dal profilo morigerato, mai al centro di alcuna controversia- è stato in breve tempo apostrofato come “sessista”, “offensivo”, nonché distruttore di anni di lotta per l’emancipazione femminile.
Dal punto di vista comunicativo, l’affaire Sanremo risulta costituire una tanto ingenua quanto errata scelta di parole da parte del direttore artistico che dimostra come la reputazione in sé sia un valore estremamente dinamico e fluido che, in molti casi, si sottrae al nostro controllo, conducendo le parole che pronunciamo lontano dalle nostre reali intenzioni ma vicine alla pericolosissima gogna mediatica .

Una lezione importante che ci deve far riflettere sulle nostre parole pubbliche e sulla necessità di riportare al centro delle dinamiche di buon senso, funzionali alla distinzione tra una gaffe e una vera e propria intenzione.