Il termine “Brand activism” è stato coniato da Philip Kotler e Christian Sarkar nel libro “Brand activism - dal Purpose all'azione”. I due autori definiscono il brand activism come la volontà di posizionare il brand rispetto a questioni ambientali, sociali e politiche diffuse tra le comunità di riferimento. In questa direzione, quindi, le organizzazioni complesse giocano un ruolo importante nei processi di cambiamento sociale e sono in grado di...

Vi è mai capitato di osservare un logo di un determinato brand, ed essere in grado di associarlo immediatamente al marchio di riferimento, nonostante non sia specificato il nome di quest’ultimo? Questo succede quando un brand ha creato una tale consapevolezza di sé nel pubblico che non ha bisogno di specificare il proprio nome sotto al logo per farsi riconoscere. Per esempio, durante la fase di rebranding, Nike...

Il design emozionale è un approccio progettuale volto a creare prodotti che offrano esperienze positive per gli utenti. Partendo dall’assunto per cui le emozioni costituiscono una parte significativa della nostra vita, l’obiettivo di questa modalità di design è progettare interfacce creative per innescare una positiva risposta emotiva nell’utente. Donald Norman definisce tre livelli di design emozionale, tra loro ampiamente interconnessi...

Secondo Alessandro Rimassa, direttore della Scuola di Management e Comunicazione dell'Istituto Europeo di Design di Milano, il design della comunicazione è la capacità di creare relazioni. Si riferisce espressamente alla progettazione di un prodotto in senso molto ampio: dalla strategia alla creatività, fino all'esecuzione tecnica. Il termine è spesso usato in modo intercambiabile con la comunicazione visiva, ma il suo significato in realtà è molto più vasto...

Al giorno d'oggi si è giunti a coniare il termine "capitalismo della sorveglianza" per descrivere il nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati, come materia prima, per pratiche commerciali. Purtroppo, la manipolazione dei dati digitali è sempre più diffusa e lo scandalo che ha coinvolto la Cambridge Analytica e Facebook nella campagna elettorale di Donald Trump del 2016 è solo un esempio....

Abbiamo visto come le imprese utilizzino la pubblicità non solo per conseguire i propri obiettivi di marketing, ma anche per capire in che modo essa agisce sul consumatore. Addirittura adesso si parla di pubblicità comportamentale online, definita anche pubblicità mirata, che, basandosi sul comportamento online degli utenti, permette ai brand di inviare loro messaggi pubblicitari personalizzati. E la privacy?...

In che modo la pubblicità comunica con la nostra mente? Si calcola che una persona veda in media tra i trecento e i tremila annunci ogni giorno. Come la pubblicità riesca a farci comprare praticamente qualsiasi cosa è oggetto di ricerca da sempre. Possiamo fingere di essere immuni all’advertising, ma Tyler Durden, protagonista del film Fight Club, sa che non è così....

Strategia. È da un po’ di tempo che questa parola ricorre spesso, negli ambienti più disparati, come vero e proprio elemento salvifico per modificare il tono e la portata di un presente non troppo efficiente....

Ripartenza. E’ questa una delle parole più pronunciate dai comunicatori durante il periodo di lockdown. Come cambieremo? Cosa cambierà? In una fase tanto delicata, bisogna analizzare a fondo ogni settore della propria organizzazione e capire quali sono le aree in grado di gestire le tensioni prodotte dalla crisi, e quali, invece, quelle più vulnerabili e che necessitano di maggiore manutenzione....

Grazie alla comunicazione multicanale, sia la fonte emittente che quella ricevente, hanno a disposizione una moltitudine di canali attraverso i quali produrre e dai quali attingere informazioni. Nell’epoca del Web 2.0, il campo d’azione diventa sempre più vasto e dispersivo. Ma esiste anche un mondo offline, che non deve essere dimenticato. E' qui che entra in gioco la "comunicazione integrata"....